giovedì 7 gennaio 2016

Il Blues rurale della campagna senese- FONTEROSSA records JU JU Sounds PROTECTION SOUNDS


Non ho mai conosciuto qualcuno con le stesse caratteristiche di Silvia Bolognesi.
Di una semplicità disarmante, umorale e spirito vicinissimo ai boschi e alla terra. E penso che il nome che ha scelto per la sua etichetta sia veramente l'unico che poteva scegliere. Fonterossa è la sua casa, il podere che vede ogni volta che si sveglia la mattina, dove gironzola il suo Colonnello Jack (e chi la conosce sa di cosa parlo) , dove si dorme alla fine dei concerti in zona. Il posto dove alchimia tradizionale, lavoro sui campi, cavalli liberi, brunello incontrano la free music chicagoana.
A dire così sembrerebbe una forzatura, ma sinceramente il lavoro di Silvia è fra i più coerenti che io conosca. C'è qualcosa nella sua musica che la colloca in un'area di estrema originalità. Se ad un ascolto superficiale sembra una derivazione del sound di Hemphill, e di molto della scuola di Chicago (che tra parentesi Silvia frequenta direttamente oramai in maniera del tutto organica alla scena) qui il suono dei gruppi dei larghi ensemble di tutto quello che passa attraverso le sue corde è dotato di una freschezza e un senso del "bello" tutto italiano. La melodia è sempre centrale, l'uso delle voci in maniera polifonica ha un colore assolutamente mediterraneo e che il free americano possa aver acceso una miccia non è assolutamente una cosa strana...Anzi nel caso di Silvia credo che i suoi gruppi abbiano sempre la necessità di svelare un'unicità della proposta che disco dopo disco, concerto dopo concerto si stia affermando in maniera sempre più evidente.
L'ultimo nato è proprio Ju Ju Sounds. La formazione è straniante, il banjo e la viola di Paolo Botti fanno la differenza nel sound complessivo potendo facilmente farlo trasformare dal Blues alla musica da camera in maniera perfetta creando suggestioni profonde e drammaturgicamente esemplari. 
La mediterraneizzazione del Blues è un modo per riportare a casa un esule. 
Qui si fa senza programmarlo, ma la melodia si tinge di colori classici e si scontra con il suono urbano di Achille Succi che si dimostra sempre il musicista perfetto. Il suono del suo alto è intriso degli umori contemporanei dello strumento ed il suo clarinetto basso avvolge lo spettro sonoro. La sensibilità e la maestria di Andrea Melani fanno il resto componendo il suono di Protection Sounds vero e proprio capolavoro discografico e sonoro del fonico Antonio Castiello.
Le esperienze autoproduttive sono varie. Nel caso di Fonterossa abbiamo una casa in cui la signora che fa la padrona lo fa come deve essere fatto, Con autorevolezza, chiarezza di intenti, gentilezza e grandi sorrisi. 
Il consiglio è recuperare tutti i dischi di Fonterossa attraverso Silvia Bolognesi www.silviabolognesi.com
Ma anche leggere i libri di Toni Morrison che non fanno mai male....

Marco Colonna

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