martedì 5 gennaio 2016

PALOMAR Records - THE JAZZ HRAM SUITE


Come ogni cartografo devo cominciare il mio viaggio dal luogo più vicino che ho visitato.
La formazione di questo disco è rappresentazione fisica di un nodo importante per la musica improvvisata in Italia.  Giovanni Maier è contrabbassista meraviglioso che ha dato prova della sua grandezza in una carriera di tutto rispetto a livello nazionale ed internazionale. Zlatko Kaucic è un percussionista sloveno (ma dirimpettaio di Maier abitando a pochi kilometri dal confine con il Friuli) che ha testimoniato la sua attività di improvvisatore sensitivo in numerose registrazioni e concerti affiancando spesso musicisti come Evan Parker, Agusti Fernandez, Joelle Leandre....
Terzo vertice di questo triangolo è Massimo De Mattia, figura importante e generosa per il contesto creativo del Nord Est. Flautista dotato di un suono potente e realisticamente umano, grande improvvisatore e movimentatore del suo contesto culturale, In questo momento è impegnato (come gli altri due del resto) a costruire nel suo territorio spazi di creazione artistica, legata al territorio con la prospettiva di valorizzare la comunità musicale residente e ponendo le basi su cui poter ricostruire un pubblico per una musica che a livello internazionale sta vedendo invecchiare e assottigliarsi il suo pubblico.
La musica di questo lavoro pubblicato dall'etichetta di Giovanni Maier è un'ottima rappresentazione della vitalità e profondità del linguaggio improvvisativo. 
Un concerto ripreso nella sua interezza, un suono assolutamente ruvido, con il pubblico ad animare il silenzio, rendono l'ascolto una sorta di emanazione del concerto stesso. Non riesco a percepire dipendenze altre nella musica di questo trio, come dire che l'identità dei tre è forte e il discorso coerente a tal punto da trasportare in una condizione di ascolto ottimale. Quella per cui il viaggio è fatto di concentrazione a scovare nelle pieghe di ogni singolo suono la sua plastica rappresentazione.
Pilastro centrale è il suono di Maier , terroso ma anche agile e cristallino, sintesi perfetta fra le componenti umane e spirituali della musica afroamericana con quelle tecniche e spazializzanti della musica europea. Di fronte a lui idealmente il flauto di De Mattia. Il suono è asciutto, diretto. Mobile e vocale abbraccia idealmente l'organologia del suo strumento trasformandolo a piacimento in strumento "contemporaneo", "popolare" e remotamente jazzistico.
Il plasma in cui si immergono queste voci sono le percussioni di Kaucic. Indefinibili quasi. Stare nel momento senza mai lasciarsi andare alla deformazione data dall'imporre. E' in continua transizione diventa sempre parte del suono degli altri creando i fili che uniscono i discorsi che li intrecciano e ne fanno tela.
Ovviamente l'invito è a visitare il sito di Giovanni Maier nella sezione Palomar, numerosi gli mp3 scaricabili per rendersi conto della vitalità di un'esperienza di autoproduzione notevole per spessore, proposta e scelte artistiche.
Cercare Massimo de Mattia e ascoltare il suo suono, 
Amare incondizionatamente Zlatko Kaucic .

Marco Colonna 

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