martedì 5 gennaio 2016

perchè?

Mi sembra opportuno creare uno spazio in cui poter riflettere sulla condizione delle strategie indipendenti in Italia per quanto riguarda la mia sfera di interesse principale, ovvero la musica improvvisata, musica di ricerca e le varie espressioni che questa incarna nella contemporaneità.
Soprattutto mi sembra un tempo in cui cercare di dare luce alla moltitudine di operazioni "ai margini dell'Impero" con una prospettiva interna sia modo per dare dignità a numerose attività di auto produzione, auto finanziamento, e  auto promozione incontrate nel tempo e in tutta la penisola.
Questo perchè spesso si confonde "etichetta indipendente" con reale indipendenza. Molte scelte artistiche vengono marginalizzate da un sistema incentrato sullo scambio di futili favori. Recensione per dischi, spazio per pubblicità, disco per edizioni....Insomma il panorama della produzione in Italia è quasi completamente sparito. Le etichette prezzano la realizzazione di un disco per cui non si stampano quasi mai più di 300 copie di un disco, non si costruisce una piattaforma reale di informazione, non si accede agli strumenti mediatici di massa, non (e scuserete la prima persona a questo punto) appariamo da nessuna parte. Non siamo visibili. In qualche modo anche i più tesi alle informazioni artistiche stentano a rendersi conto del panorama generale perchè non si ha un punto di concentrazione...Per quanto mi riguarda, qui il tentativo sarà proprio quello di cominciare a segnare i contorni di una geografia di resistenza.
Non sarà assolutamente la sfera della critica quella che utilizzerò. Ma sana partigianeria e qualche velleità di analisi.

Marco Colonna

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