mercoledì 3 febbraio 2016

Spiritual Unity - Diario di bordo di Fred Casadei


La mattina del sette Gennaio è ancora buia quando usciamo di casa io ed il mio contrabbasso. Il viaggio sarà lungo, da Siracusa sono undici ore di treno per arrivare a Roma  però il tempo, in treno passa velocemente, in più porto tre libri da leggere, “La filosofia di Han Bennink” di Raul Catalano, “Ballando nudi nel campo della mente di Kary Mullis”  e un bel libro di poesie, “Scendo alla prossima” di Marta Mentasti. Da li a poche ore, prenderà vita Spiritual Unity il mio progetto. L’idea è stata quella di scrivere dei brani 
( poche note scritte per la verità ) e coinvolgere musicisti a me affini per il loro modo di suonare o più semplicemente affini dal punto di vista umano. Il risultato è stato quello che mi aspettavo: ogni sera, pur essendo le stesse composizioni, la musica era sempre diversa, per pronuncia, per intenzione..quello che comunque dovrebbe normalmente succedere nel cosidetto “jazz”.
La prima sera un icona della “nostra” musica mi accoglie, Pasquale Innarella è un uomo stupendo e quando, solo qualche ora più tardi, la sua voce attraverso il suo sassofono canta, ne ho la conferma. Quella sera, alla batteria, un altro pezzetto di “storia”, Ivano Nardi, “er men”.
Il giorno dopo l’incontro previsto è con un fratello, un amico che ho la fortuna di avere: Tony Cattano che, con il suo trombone, porta con se la sapienza del jazz e la “nostra” Sicilia. In più, a sorpresa è presente anche Ivan Cammarata alla tromba, altra vecchia conoscenza dell’ambiente siculo. Matteo Scarpettini, alle percussioni, oltre ad essere un eccellente musicista è stato anche un piacevolissimo “padrone di casa”.
Dopo la tappa di Livorno è la volta di Viareggio. Incontro  un signore dall’aria distinta e dal linguaggio ( per i toni soprattutto ) quasi aristocratici. Era Bruno Romani che si divide tra sassofono e flauto. Suoneremo in duo quella sera ma poi, quasi subito, con l’aggiunta di Francesco Manfrè al violoncello e Daniele Onori alla chitarra saremo in quartetto. Quella sera, oltre al quartetto in questione incontro e conosco Nicola Fortuna e la sua “Stone Balance”. Opera con dei semplici sassi, di varie forme e dimensioni componendo archi, torri..solo grazie all’equilibrio dei sassi stessi, una roba mai vista.  A Viareggio, quel giorno, pioveva a dirotto ed è stato bellissimo andare a casa di Daniele, un bel casolare in aperta campagna, conoscendo moglie e figlia, intorno al camino con un bel the caldo a passare ancora del tempo insieme.
Arriviamo così al dieci Gennaio: è un giorno davvero speciale perché, dopo tanti anni, incontrerò un amico con il quale suonerò per i successivi tre giorni: Stefano Giust. Appena pochi giorni prima, ripassando on line lo splendido catalogo di Setola di Maiale, noto che la prima collaborazione con Stefano risaliva al 1998, davvero una vita fa. L’appuntamento è a Bologna per proseguire poi insieme, in auto, sino a Marghera verso Spazio Aereo, un luogo fantastico. Li incontro, per la prima volta Riccardo Marogna che quella sera completerà il trio con il suo clarinetto basso.
L’undici di gennaio è il primo giorno di riposo e lo passo nei pressi di Pordenone a casa di Stefano Giust. Al mattino, la prima cosa che fa Stefano è prendere un disco in vinile e lo fa suonare dal suo giradischi, Cecil Taylor. Con lui, anche se in maniera discontinua, abbiamo condiviso molte cose nel corso di quasi vent’anni. Da lui mi sento a casa mia, basta dire questo.
Il giorno dopo io e Stefano partiamo in auto, destinazione Gorizia dove suoneremo insieme a Gabriele Cancelli alla tromba e Paolo Pascolo al flauto basso. E’ stato un bel concerto confortato anche dalle belle parole che Giovanni Maier e Giorgio Pagorig hanno espresso. Onorato. L’ultima tappa con Giust è il giorno seguente alle Cantine Cenci a Tarzo in provincia di Treviso. Il posto è davvero una cantina con dei vini impensabili anche solo a nominarli. Quella sera siamo in compagnia di Luciano Caruso al sassofono soprano e Ivan Pilat al sassofono baritono. Per decisione comune suoniamo improvvisando totalmente, prima volta in questo Spiritual Unity tour.  
Il 14 gennaio torno a Roma, questa volta per incontrarmi con Luca Venitucci alla fisarmonica ed Ermanno Baron alla batteria. Suoneremo al B-Folk, posto dall’ottima acustica (non è poco) e dalla splendida accoglienza dei padroni di casa. Con Luca ci conosciamo da tanti anni, da quando a Roma ci fu un incontro di improvvisatori ( con diretta in Rai su Radio2) denominato A Bao A Qu. In me c’è sempre stata la voglia di fare qualcosa con Luca e, finalmente, si presentava l’occasione. Ermanno non lo conoscevo ma grazie ad un bellissimo video di Bee Brain ne rimasi affascinato. Secondo me, nel suo drumming, ha la storia di un Elvin Jones ma proiettato verso il futuro. Il giorno dopo io e Luca suoniamo al Blutopia, negozio (e miracolo) per gli appassionati di jazz, e non solo, di Roma. Incontro dopo tanti anni Fabrizio Spera e l’atmosfera è molto intima e accogliente.
Dopo un giorno di riposo passato a Roma ospite nella splendida casa di Venitucci è la volta di Bologna per suonare in duo con Gaetano Santoro al sassofono tenore. Gaetano è, storicamente, uno dei miei più preziosi e “vecchi” amici, quindi non riesco ad aggiungere molto. Mi è piaciuto molto il suo modo di suonare, durante il nostro concerto ha fatto un vero e proprio “solo” con una tensione e capacità timbrico-armonica notevoli.
Dopo Bologna passo a trovare un'altra mia vecchissima conoscenza, Giuseppe Siracusa, chitarrista col quale stiamo lavorando ad un progetto in duo e, tra una zuppa di cereali e passeggiate in campagna, gli aperitivi a base di vino rosso romagnolo, ci ritroviamo a suonare ed a registrare qualche pezzo.

Il tour finisce come era cominciato: a Roma con Pasquale Innarella e Ivano Nardi allo Sparwasser proprio vicino al Blutopia dove ero stato giorni prima. Torno a casa musicalmente ma, soprattutto, umanamente più ricco. Tante le vecchie conoscenze ritrovate, molte quelle nuove e tutti, comunque, mi hanno lasciato un pezzetto di loro da portarmi nella mia Sicilia.
 Grazie di cuore a tutti.

Fred Casadei

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