giovedì 8 marzo 2018

Plauso


Credere che una musica possa rappresentare lo stato d'animo di molte persone, ne possa narrare i pensieri ed il flusso indomito delle emozioni è quanto di più segreto e puro si celi dentro ogni musicista. Nell'improvvisazione questo ha il carattere effimero di una performance, ma sotto intende un lavoro di cristallizzazione di una pratica continua alla ricerca dell'essenza. Il suono diviene fonte primaria di informazione emotiva, la relazione il ponte di collegamento fra individualità e scoperte personali. Il ritmo il battito pulsante di un cuore grande quanto il Mondo.
Scrivo non per recensire. Perchè non c'è certo bisogno di un' altra tastiera che scriva per definire la musica o il prodotto artistico dei musicisti. Scrivo perchè devo ringraziare i quattro musicisti che hanno suonato questa musica. Li ringrazio per lo spirito indomito, per la purezza e l'onestà del gesto. Li ringrazio per aver dato alle stampe una musica che vibra nel Mondo in maniera tanto folle da essere bellissima. Poco c'è da aggiungere al modo di suonare la batteria di Stefano Giust.  . Multiforme, mai violento, sempre sorpreso di un'ingenuità quasi infantile. Ma forte di un sentire profondo, di un lavoro senza compromessi dove ogni suono diviene particella di un tutto. Nulla si può aggiungere al suono del contrabbasso di Giovanni Maier. Sontuoso, preciso, mobile, autoritario e vigile. Parla di Terra e di Fuoco, di assoluto e di dubbio. Spina dorsale di un corpo in continuo mutamento. Agile come un danzatore ma fisico come un guerriero di terracotta. I lampi della tastiera di Giorgio Pacorig non necessitano altro che ascolto. Intenso, sensoriale, emotivo. Solo così si può accedere alla meraviglia dello squarcio, dello strappo sulla tela (come non pensare a Fontana...) , solo così ci si può provare a comprendere la concentrazione , il gioco , il luminoso colore che risplende in ogni suo intervento.
E quella voce...umorale, sanguigna, viva di ombre e sguardi che è il flauto di Massimo De Mattia. Innerva la musica senza mai essere "solista". Si rende indispensabile nel suo lavoro dentro la "macchina" , linfa, anima stessa di una musica di livello tanto alto che il solo contemplarla mi costringe al plauso. Mi costringe per onestà e dovere a rendere il merito a questa esperienza bellissima, senza la quale molto sarebbe più difficile.
Ascoltatela. Vivetela. Amatela. Bruciatela. Trasformatela.

http://www.setoladimaiale.net/catalogue/view/SM3560

Marco Colonna

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